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Barbie Ooak

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Ho abbandonato le mie Barbie quel giorno, ma quando ho iniziato a guadagnare qualche soldo la passione è tornata, più potente che mai. Con piccole commissioni richiestami da qualche nonna che voleva un piccolo regalo per la nipotina o altro, ho incominciato di nuovo a creare abiti per Barbie. E con questo a poco a poco anche a ricomprarle, recuperando in parte quelle perdute. Un po' per rivincita verso quel destino che me le aveva portate via, un po' per quell' amore per la bellezza, un po' perchè dentro di me ancora era forte la voglia di creare, creare, creare, ho ricominciato a cucire. Zippo viene più o meno in questo periodo: un batuffolino bianco e grigio che tanto mi ha dato portandomi via il tempo per cucire (spesso) e ricambiando il mio affetto con l' affetto incondizionato che solo due occhioni azzurri di un coniglietto nano possono esprimere. Si affianca a me in ogni movimento, si mette vicino quando cucio, porta via le stoffe, morde le passamanerie... E' la mia piccola gioia.E ora che  Beth ha già alle spalle qualche riconoscimento e qualche bella soddisfazione per le sue creazioni, Zippo ha quasi 8 anni ed è un arzillo vecchietto in pensione. Ti voglio bene, piccolo mio. Darei via tutte le mie Barbie per te.

In principio era Beth... Beth che sognava, Beth che guardava i film al cinema e in tv, che leggeva e divorava libri di fiabe.... In principio era Beth che amava l' estetica in ogni sua espressione. Ed ecco Barbie, la quintessenza della bellezza femminile, non tanto per quel corpo irraggiungibile, quanto i suoi abiti, i capelli, gli occhioni blu. Beth aveva molte barbie, Beth giocava con le Barbie e creava per loro scenari, storie ispirate all' ultimo romanzo letto, all' ultima serie televisiva guardata con le lacrime agli occhi. Perchè, diceva, le mie Barbie non possono avere abiti così belli?
 Non è perchè non avesse nulla di bello tra le sue beniamine, anzi: Beth aveva mobili, abitini, Barbie all' ultima moda. La fortuna forse di essere figlia unica. Ma non c' era l' abito per il bellissimo medico della serie televisiva preferita, non c' era l' abito da sposa visto nella sfilata. Così Beth inizia la sua avventura molto presto, e prende in mano forbici, ago e filo e crea. All' inizio gli abiti sono molto semplici, a volte troppo stretti per quel seno così generoso di Barbie, ma a poco a poco la tecnica si affina e le amiche la invidiano... Beth è felice e crea abitini anche per le sue amiche. E poi si cresce.

 

E' così che le belle Barbie finiscono in borsoni di plastica, e Beth inizia a truccarsi, a tingersi i capelli. Va alle superiori, ma la sua passione per quella bellezza che le fa l' occhiolino dalle vetrine dei negozi di giocattoli non è mai scomparsa. E' così che decide di rispolverare le vecchie amiche di infanzia, ed è una vera angoscia quando scopre che durante un trasloco le sue fidate amiche sono finite nella scatola sbagliata destinata purtroppo al cassonetto della spazzatura. Si corre pèr recuperarle, ma il camion pieno dei sogni di un' infanzia se le è portate via...
Una bella favola, vero? Ma è vera. Tutto quanto, dalla prima parola all' ultima.